23.12.05
Broken flowers

In questi giorni “Natale a Miami” è come il libro di Bruno Vespa: lo trovi dappertutto, tanto che ti viene voglia di andarlo a vedere per parlarne male.
“Broken Flowers”, invece, è il regalo non richiesto nella letterina a Babbo Natale, quello non patteggiato, la sorpresa che ti cambia la serata. La sceneggiatura è di Jim Jarmusch, uno che sa scrivere, visto che il soggetto ha la forza della semplicità, i dialoghi sono credibili, le situazioni sempre sorprendenti, i personaggi dipinti in tinte acriliche.
L’attore protagonista è Bill Murray. Avete presente l’interprete di “Lost in traslation” o Jeff, l’amico di Dustin Hoffman in Tootsie? È lui. Sharon Stone e Jessica Lange sono due delle quattro donne di questo film, quattro ex fidanzate, perse di vista vent’anni prima. Don (Bill Murray) le va a cercare in giro per l’America perché pare che una di loro gli abbia dato un figlio che ora ha diciannove anni. Cosa sono diventate le sue ex? Forse una è gay. Forse. Una forse è infelice. Una ce l'ha con lui, ma non si sa perché. E poi: in quale città degli Stati Uniti vive Don? E in quali città vola con tutti gli aerei che prende? Quali contee visita con la Mondeo a noleggio? Non ci sono riferimenti certi, sicurezze sulle quali appoggiarsi. In altri casi aspetteresti solo l’intervallo per scappare, ma qui accetti di fare un atto di fede perché intanto il film ti piace.
Neri Parenti, Dio lo benedica, offrirebbe tutte le risposte a suon di rutti, ma il regista di Broken Flowers per fortuna è Jim Jarmush, che oltre a saper scrivere sa dirigere un film. Lo costruisce lento perché non è il montaggio serrato a creare la tensione, ma la delicatezza del narratore. Lo infarcisce di ripetizioni perché sa che può permetterselo. Lo lascia irrisolto, perché evidentemente vuole qualcosa da te.
Si comporta come il papà con il figlio che deve fare i compiti. “Quanto fa 64 diviso 8?” Non suggerisce la risposta, lascia che il bimbo ci arrivi da solo, così la prossima volta il bambino la saprà. Sbaglia: il bambino non si ricorderà la tabellina perché non ha voglia di impararla. Ma il risultato il papà e il regista lo ottengono ugualmente: il bambino scrive il numero esatto e tu, spettatore, sei costretto a ragionare.

Posted by Aldo at 12:07 | Comments (0)
05.12.05
Mr. & Mrs. Smith

Uomini: avete esaurito fantasia e passione? Andate a vedere Mrs. Smith e vi costituirete una scorta di desiderio che durerà più della vostra prostata. Angelina Jolie è la compagna che non meritate, la moglie che non avete, la donna per la quale sareste disposti a vendere vostra figlia. Troppo? Allora vendete l’anima, tanto a che vi serve dopo? Giusto per capirci, il suo profilo evidenzia un design esclusivo con la curva perfetta della fronte, l’originale iperbole che definisce il naso, le labbra che non hanno bisogno di muoversi per comunicare, gli occhi che mettono in discussione la funzionalità della nostra valvola mitralica. Tra noi e Angelina Jolie Voight ci sono da superare un oceano e un tot di anni (Lei è del ‘75). Ma, quel che è peggio, da un po’ di tempo, c’è anche Brad Pitt.
Donne: Brad Pitt è l’altra attrazione del film. Capelli troppo corti, forse, ma evidentemente piace anche così: una specie di barbaresco del 1963 che frizza ancora. Nel 1994 la rivista People lo ha nominato uomo più sexi del mondo, e lo era. Il guaio è che lo è anche oggi, visto che nel frattempo si è anche sposato con Jennifer Aniston e, dopo aver girato Mr. e Mrs. Smith, ha colpito ancora con Angelina Jolie. Innamorarsi di lui è comprensibile, ma anche per voi c’è l’Atlantico di mezzo e sulla porta della villa di Hollywood troverete Angelina, pronta a difendere la sua ultima conquista, più armata di Lara Croft.
Spettatori: siete la categoria che ha meno da guadagnare a vedere questo film, una commedia thriller con sparatorie, azione, inseguimenti ed esplosioni gigantesche, ma dialoghi di piccolo calibro e gag con polveri bagnate. E poi citazioni a gogò. Le citazioni arricchiscono i film di valore, ma se un film è mediocre danno fastidio come un condomino che sale con voi in ascensore. Il regista si chiama Doug Liman e lo sceneggiatore Simon Kingberg. Più utile, forse, sapere che Sandro Mazzola e Luciano Moggi non avrebbero fatto né meglio né peggio. Infatti, se andrete a vedere questo film sarà solo per amore.

Posted by Aldo at 14:16 | Comments (0)