30.03.05
Amore senza fine

Amazon ce l’ha nella versione originale “Endless love”. In libreria, invece, non ho trovato traccia di “Amore senza fine” di Scott Spencer, Mondatori 1980, e la commessa, che mi dice con orgoglio di non averlo mai sentito nominare, ha l’aria di una che dell’amore non ha visto neppure l’inizio. Pare che sia fuori catalogo. Le possibilità di procurarselo sono dunque legate alla disponibilità nelle biblioteche comunali. Io l’ho trovato in casa e mi sono preso la cotta passando nei pressi della libreria del soggiorno. Un titolo del genere avrebbe dovuto tenermi alla larga, ma l’ho aperto ugualmente ed è stata l’ultima cosa che ho fatto nella mia vita da cinico. Procuratevelo e provate anche voi, è facile: CTRL X e ti taglia via dalla tua vita; CTRL V e ti incolla in quella di David, il protagonista del romanzo, quello che a diciassette anni incendia la casa della fidanzata per apparire poi come il suo salvatore. Durante la lettura non c’è modo di fare ESC. Vale a dire che non si può smettere di essere l’ombra di David. Spencer ha una scrittura che definirei grassa, quella che ti spiega un concetto in modo chiarissimo, esemplare, poi però non si accontenta del risultato, che è la comprensione, e ti condisce i fatti con alcuni, piccoli, burrosi particolari, che ti toccano dove sei sensibile e ti fanno capire che il libro sta parlando proprio con te.
E così ritrovi sentimenti che avevi dimenticato nel congelatore, passioni di cui avevi perso memoria e ricordi che vivevano sbiaditi in attesa di resurrezione.
Zeffirelli ha pensato di trarne un film nel 1981, con Brooke Shields nella parte di Jade. Non ne so niente, ma le recensioni che ho trovato in rete consigliano di starne alla larga. Invece se capita lo vedrò, perché il bisogno di rientrare ancora in quel mondo, dal quale l’ultima pagina con la parola fine mi ha espulso, è ancora forte una settimana dopo.
Anche il sesso non manca. In“Amore senza fine” ce ne sono almeno dieci pagine consecutive, nelle quali Spencer non risparmia nessun particolare e che, a differenza di tutte le pagine erotiche che ho incontrato - tranne forse quelle di Henry Miller in Tropico del Cancro - non imbarazzano per la banalità delle situazioni e lo squallore delle parole utilizzate. Qui il sesso è nudo, ma tu, lettore, ti senti a tuo agio perché Spencer, Dio lo benedica, a letto ti ci porta dopo 300 pagine di preliminari, quando non ne puoi più. E qui si misura l’abilità dello scrittore: Spencer non ti assegna la triste parte del voyeur, bensì quella del glorioso protagonista. Accettarla è obbligatorio e quando il libro finisce, soffrire è automatico.

Posted by Aldo at 17:43 | Comments (0) | TrackBack
26.03.05
million dollar baby

Bisognerebbe vedere solo film della mutua, perché scrivere di film che meritano è molto più difficile. Per “Million dollar baby”, infatti, mancano i termini. “Bello”? “Consigliabile”? “Commovente”? “Ben fatto”? “Ohhhhh”? Come si fa a descrivere con le parole un film che si vede con la pancia? Proviamoci, ma senza contarci molto. Cominciamo dalle luci. In genere le luci basse, che nascondono angoli di scenografia fanno pensare più a un direttore della fotografia diplomato alla scuola Radio Elettra che a una scelta artistica. Invece in Million dollar baby la luce fredda e avara è un segnale che ti dice: “Guarda che sei ancora in tempo a cambiare sala, di là sta per cominciare “Manuale d’amore” con la Litizzetto”.
Potrebbe essere un buon consiglio perché la differenza tra le due sale è divertirsi o soffrire. Anche la palestra governata da un vecchio Norman Freeman (oscar), squallida e mal tenuta ti induce a tenerti alla larga. Ma tu scegli di entrare e sei accontentato. Clint Eastwood (oscar) ti prende sulle ginocchia ossute da 37 anni ciascuna e comincia a incantarti come un suonatore di piffero. Perché è bella la storia che racconta., la stravolgente Hilary Swank (oscar) è Maggie, una ragazza che vuole diventare campionessa di boxe. Ne abbiamo visti tanti di sogni americani in pellicola, che siamo in grado di giudicare se funzionano. Ma Million dollar baby non è un sogno normale. Improvvisamente Eastwood devia dalla strada senza mettere la freccia e parte di corsa in salita, Sei andato a vedere “Manuale d’amore”? No? Allora beccati questo Nightmare senza Mister Kruger. Non puoi nemmeno andartene, perché nel frattempo ti sei innamorato (come amante o come padre, non so) di Maggie. Se la abbandoni sei un verme. E poi devi sapere come andrà a finire. Sullo schermo finisce come dicono nelle pagine di spettacolo dei giornali. In platea finisce con gli occhi umidi e con un gran vuoto allo stomaco. Se fossi a teatro te ne libereresti con un applauso da far male alle mani. Ma al cinema guardi lo schermo nero e te lo tieni tutto dentro.

Posted by Aldo at 12:37 | Comments (0) | TrackBack