22.12.04
Shrek 2

Con quello che hanno speso per la campagna di lancio si sarebbe potuto ripianare il debito dei Paesi del terzo mondo. Per cui o ridi o ti senti in colpa. Ma le gags che ti fanno ballare la pancia (se ce l'hai) sono solo 5. Se sei bambino, le occasioni di risata diventano più o meno 25. La differenza non fa 20. La differenza sta nell'ingenuità dei piccoli e nell'astuzia degli sceneggiatori. Se Shrek scorreggia, i bambini ridono. Se a fare flatulenze è la principessa Fiona i bambini si rotolano per terra tra il pop corn. Qualunque trasgressione suscita ilarità. Gli screenplayers lo sanno e giù di schifezze: il moccio fa ridere, il cerume fa impazzire. Basta una caccola di Shrek e i bambini se la fanno addosso anche se avevano smesso già da un anno.
La cattiva notizia è che purtroppo nessun bambino ride così tanto da volare giù dalla galleria, e l'unico spettacolo rimane il film.
La buona notizia è che dura poco: un'oretta o poco più.
Il tempo però non vola quando senti Ciuchino, il fedele amico asinello, che recita, recita, recita e non fa mai ridere o quando ti accorgi che i suoi dialoghi sono presi da Auchan nel cesto di "tutto a 1 euro".
Ma tutto questo ha poca importanza, perché i bambini alla fine sono felici. Sono andati al cinema e soprattutto si sono divertiti davvero. Quando li intervisti, hanno gli occhi lucidi ed eccitati.
Ti è piaciuto? "Sì"
Cosa ti è piaciuto? "Tutto"
Mi dici cosa ti è piaciuto di più? "No"
Sembrerebbe che non ci sia nulla da aggiungere, ma due considerazioni si possono ancora fare. La prima: è possibile fare film per bambini che piacciano anche agli adulti. È il caso, per esempio, della serie di Harry Potter o di quell'opera geniale e irripetibile che è Toy Story.
La seconda: al cinema Ambra di Valperga può andarti anche peggio. Mentre in sala 2 danno Shrek, in sala 1 fai la fila per vedere “Christmas in love” di Neri Parenti con Christian De Sica. Anche lì parolacce e volgarità a palate (immagino), ma di odore decisamente più sgradevole. E di questo sono certo.

Posted by Aldo at 17:30 | Comments (0) | TrackBack
14.12.04
Il mistero dei templari

Se fosse un libro, una volta arrivato a pagina 2 lo rimetteresti nella sua carta regalo e penseresti a chi fare il pacco. Ma come si fa - dico - a costruire la prima scena di un film in questo modo: interno notte, un bambino si muove con circospezione in un solaio buio e polveroso. Fuori piove, anzi, tempesta, anzi, diluvia e ci sono i lampi. Il bambino prende un vecchio libro da un vecchio baule e lo sfoglia. Poi si gira e ZOMP! Dietro di lui, improvvisamente appare qualcuno e naturalmente costui non si limita ad apparire e stop. No, si fa annunciare da una scarica di decibel che ti tirano su dalla sedia. Ma basta! Questo delle apparizioni alle spalle è un trucco che abbiamo subìto talmente tante volte che non fa più paura, fa rabbia.
Un po' incazzati voltiamo pagina e vediamo che succede. Beh, diciamo che da pag. 3 il film si riprende. Il regista, tal Jon Turteltaub, deve essersi accorto di aver scritto un incipit da cretino e rimedia confezionando un film godibile e piacevole. Nicolas Cage è un ottimo protagonista, ma le battute più felici sono messe in bocca a Justin Bartha che è uno della squadra dei buoni. Di questo team fa parte anche la bella di turno, Diane Kruger, “Troia” è il film con Brad Pitt in cui la ricordiamo splendidamente Elena. Ci sono anche i cattivi, dei quali il più cattivo è Sean Bean. Come Gambadilegno sa fare solo il manigoldo, Sean Bean sa fare solo il cattivo. È il collega traditore di 007 in "Goldeneye", è il terrorista che vuol far secco Harrison Ford in “Giochi di potere” è il criminale che rapisce la moglie di M. Douglas in “Don't say a word”. Ne “Il Signore degli anelli” sembra buono, ma solo perché lo ammazzano prima che possa fare danni.
La storia è una appassionante e ben riuscita caccia al tesoro. È paradossale che si svolga in America, che si sa, non ha una storia molto antica, ma meglio così: mal si sopporterebbe la marmellata di patriottismo di cui è farcita la sceneggiatura se fosse ambientato in Europa. Ultima cosa: “Il mistero dei Templari” è un film della Disney, la quale in questo momento non gode di grande simpatia, essendosi data da fare mica poco per ostacolare l'uscita in America di “Farenheith 9/11”. Tuttavia il debito di riconoscenza verso la Disney accumulato in questi settant'anni è tale che si può perdonarle tutto. Poi è Natale. Buon film a tutti.

Posted by Aldo at 01:19 | Comments (0) | TrackBack