01.09.04

Fahrenheit 9/11

Sono 2 giorni che penso da quale verso prendere la recensione di Fahrenheit 9/11 e tutti mi sembrano sbagliati. Credo che sia perché si può recensire un documentario di Super Quarck, ma non un atto politico come questo.
I giudizi sul montaggio e la regia non hanno alcun senso in questo caso. Quindi, con Michal Moore si può essere solamente d’accordo o in disaccordo. Io ho la fortuna di aver scritto un mio commento sul tema in data 1/4/2003 all’inizio della guerra in Iraq, quando Aldo Forbice da Zapping su Radio RAI1 toglieva la parola a tutti quelli che telefonavano per dirsi contrari al’invasione americana e mentre Bruno Vespa si sfregava le verruche sulle mani pregustando le immagini terribili che avrebbe avuto a disposizione per il suo Porta a Porta nelle settimane a venire. (Peggio delle immagini secondo me sono le sue interviste agli esperti. E gli esperti sono peggio ancora).
Mandai quel pezzo a pochi amici che avrebbero continuato a leggermi anche se entravo, non invitato, nella loro sfera privata.
Oggi lo invio a tutti, sperando che continuino a leggermi:

“Nessuno ha chiesto la mia opinione, ma io ve la do lo stesso perché sono troppo incazzato per tenermela. Dovrei essere addolorato per le vittime della guerra, e lo sono, ma non quanto sono infastidito, stizzito e arrabbiato per il comportamento degli americani.
I tentativi, peraltro smascherabili con un minimo di ricerca, di farci credere che la guerra all’Iraq sia una guerra di liberazione sono un insulto all’intelligenza media di un europeo medio.
Guerra preventiva? Ritorno della democrazia? Ma come si permettono?
Il loro obiettivo è avere il potere sul mondo. Basta documentarsi, senza scomodare la sinistra e i pacifisti per scoprire come il percorso americano alla conquista del petrolio del medio oriente sia iniziato trent’anni fa, con Carter e Kissinger e passi necessariamente dal controllo di Iraq e Arabia Saudita. Man mano che si esaurisce, il petrolio diventa sempre meno un combustibile e sempre più un elemento determinante del benessere e del potere internazionale. Dal petrolio di Arabia e Iraq dipendono in parte oggi, e dal 2020 dipenderanno totalmente, Europa, Cina e gli Stati Uniti stessi.
Avere il controllo su quel petrolio vorrà dire avere il controllo sul mondo. Il resto sono pretesti. Sostenere che si sta compiendo un gesto umanitario non è credibile. È come se domani io raccogliessi un biglietto da 100 euro per terra non per mettermelo nel portafoglio, ma per tenere pulito il marciapiede.
Per cui sono incazzato. Con il governo americano, ma anche con i giornalisti e politici italiani che sostengono le tesi americane Delle due l’una: o mentono oppure ci credono, ma in questo caso si comportano come quei begli americani grassi, chiassosi e vuoti dentro, che ridono e si divertono a Disneyland quando passa il pupazzo di Topolino che fa ciao ciao con la manona. E a me, francamente, questi americani incoscienti, che ridono per niente, fanno una gran tristezza”.
A.C. 1/4/03 - 2/9/04

Posted by Aldo at 01.09.04 14:35 | TrackBack
Comments

Sono d'accordo e anch'io, se devo parlare del film, non so esattamente cosa dire.
Il consiglio che d di vederlo comunque, magari senza sborsare 6 euro al botteghino: scaricarlo da internet, aspettarlo su sky, andare da blockbuster, farselo prestare da un amico. In televisione, secondo me, si vede anche meglio e si pu tornare indietro, addomesticando la montagna di didascalie mal montate che, alla fine, inquinano la versione cinematografica.

Personalmente le scene che mi hanno maggiormente impressionato sono:

1. Tutti i primi piani di Bush, che ha una faccia veramente incredibile. Qualcuno disse che Hitler non sembrava appartenere a questa terra, che era una specie di uomo ancestrale, oggi scomparso. Bush, per mimica, occhiate e gestualit gli assomiglia parecchio. Sembra un pitecantropo, pi che un uomo. Il suo sguardo non solo enigmatico, insondabile. Forse noi tutti, che viviamo in questo secolo, abbiamo perso gli strumenti estetici e relazionali per decodificarlo.

2. Le immagini degli incontri tra la famiglia Bush e gli aristocratici sauditi. veramente il modello della mafia del futuro. Si baciano come Buscetta e Tot Riina, si danno strette di mano e paccate che sembrano venir fuori da un film con Joe Pesci. Il classico modo elegante (per un mafioso) di comunicare che esiste un accordo, certo, ma anche che "non ti permettere di fare troppo il furbo perch ti metto la testa in una morsa, minchia".
Entrambe le fazioni sono riccamente armate.
L'Arabia Saudita possiede il 7% dell'America, ha il petrolio che serve a tutto il mondo e, tanto per portarsi avanti con il programma, anche un esercito di terroristi capaci di colpire quiasi chiunque, in qualsiasi momento. Al Qaeda un'organizzazione Saudita. Questo lo sanno tutti, anche se nessun organo d'informazione si permetterebbe mai di scriverlo.
L'America sempre l'America. Ha i soldi, probabilmente il 7% dell'Arabia Saudita, le tecnologie pi avanzate e, tanto per portarsi avanti con il programma, l'esercito pi potente del pianeta, dall'invenzione della freccia di selce ad oggi. Qualche danno lo possono fare anche loro e, affinch i Sauditi non se lo dimentichino, ci stanno provando in Iraq. E se non ce la facessero hanno sempre una "force de frappe" nucleare capace di mandare il medioriente sott'acqua in qualche minuto e per qualche milione di anni.
Per cui le due potenze si incontrano, si scrutano, stringono accordi, si sfidano.

un equilibrio che si fonda sulla minaccia e sul terrore. E che, per l'immensit delle forze in campo, non ha paragoni con nessun tipo di mafia pre-esistente.
Questo, il film di Moore, non lo dice.

Posted by: dario at 01.09.04 14:36

Rispondo con piacere alla tua sollecitazione sul film, che ancora non ho visto, ma che non credo che mi riserver sconvolgenti sorprese rispetto a quello che conosco gi sulle posizioni di Moore o dei Radical in generale.
Io sono molto scettico rispetto al film per tre ordini di motivi:

1. E' un film elettorale, che tende a screditare la persona di Bush e veicolare consenso su Kerry. Questo, aldil che possa farmi piacere, non mi risolve il problema della politica presidenziale americana nel mondo, ma si esaurisce nello scredito personale verso un singolo personaggio o una lobby che rappresenta. In politica questo tipo di operazioni non funziona (e il caso Berlusconi in Italia ne la riprova).

2. Credo che alcune suggestioni siano assultamente americane e che per un pubblico europeo risultino troppo localistiche e superficiali.

3. Il vero tema che non viene dibattuto neanche da Moore quello del ruolo degli Stati Uniti nello scenario mondiale. Se non viene risolto questo nodo, non mi pu bastare la semplice sostituzione di Bush con Kerry. Questo non per semplice disfattismo, ma perch l'embrione dell'egemonia economica e militare non mi sembra in Kerry meno presente. Tant' vero che l'ultimo dibattito si svolto sul tema di chi stato pi eroico in vietnam.

In sostanza mi sembra possa essere un film che in maniera demagogica ci piace che esista, ma che non risolve i temi che ci perplimono.

marco

Posted by: Marco at 01.09.04 14:38

non ho ancora visto il film, lo faro' venerdi'. ho letto pero' molto sull'argomento, tra cui varie interviste a Moore. ne deduco che:
1) Moore non pro-Kerry, ma anti-Bush, come il 90% della societ civile USA (tra cui scittori, cantanti, opinionisti, attori, intellettuali...). un motivo ci sar. non invita a votare Kerry, ma a cacciare fuori a calci in culo Bush dalla Casa Bianca, dove peraltro entrato rubando quasi quanto la Juve lo scudetto '98. ci andrei personalmente a prestare alla bisogna il mio bel piedino 44 con anfibio chiodato.
2) che il film sia uscito gia' un miracolo. vi immaginate una cosa simile in Italia contro il Berluskaz? l'autore sarebbe spedito vita natural durante nelle miniere di Sassu Strittu; da noi cacciano Luttazzi, Biagi, Crozza dalla TV di stato e ci lasciano Amadeus....
3) Bush jr. piu' coglione di suo padre. dopo l'11 settembre, gli USA erano diventati il paese piu' amato al mondo; grazie alla gitarella organizzata da George W in Mesopotamia, sono ritornati lo stato piu' odiato, schifato, detestato al mondo. non mi piacerebbe essere un turista americano in giro x il mondo.
4) bruce springsteen organizza in USA un tour contro Bush, e cio' mi basta. il boss ha sempre ragione.

Posted by: gabriele lanfranco at 01.09.04 15:35

Io il film l'ho visto.

bello, bello tutto.
C' solo un problema, comincio a vedermi come un turista del macabro (come quelli che vanno a fare le fotografie davanti alla villetta di cogne per intenderci).

Se vero che le cose sono cos sporche, davanti a questi delitti non si pu fare nulla.

Nemmeno-insieme-per-un-mondo-migliore mi sembra possa avere senso.

Quindi, guardare, dire che bello, e poi sapere che non si pu fare un cazzo.

Frustrante

Posted by: Sathia at 01.09.04 16:16
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